Appena entrata dal cancello nero del campo ho sentito un brivido che mi ha fatto passare dalla scherzosa Elisa a quella seria. La guida parlava ininterrottamente, ma per me era soltanto un suono di sottofondo; ero immersa nel passato.
Pensavo che forse, dove stavo mettendo i piedi, proprio lì in quel punto, molti anni fa un deportato era stato ucciso violentemente.
Forse nella baracca in cui mi trovavo, in uno dei letti strettissimi, a pochi metri da me una ragazza della mia età la notte, non riuscendo a dormire dalla fame, fissava il legno del letto sopra al suo e pensava ai tempi in cui non pensava alla fortuna di essere libera, ai tempi in cui era una bambina che sognava di diventare una scrittrice e che non conosceva l’odio.
Mi faceva impressione sapere che nel posto in cui mi trovavo sono state uccise tante, troppe persone per colpa di un pazzo.
La parte che più mi ha colpita è stata quando ho visto i crematori e ho pensato a tutte le vite che erano state bruciate.
Tutte queste persone hanno visto delle cose che io non potrò mai neanche immaginare e in fondo preferisco che sia così; non voglio provare la paura e l’angoscia di non avere più una dignità, di essere trattata come una bestia e di dover dimenticare il mio nome e chi sono, non vorrei mai soffrire la fame tutto il giorno, non essere riconosciuta dagli altri (essere solo un numero) o provare la sensazione di che potrei morire da un momento all’altro.
Ogni volta che vedo un film sul nazismo verso lacrime su lacrime, io penso che questa sia stata la cosa più brutta che abbia fatto l’umanità!
A me si stringe il cuore a pensare a questa cosa e non riesco a capacitarmi del fatto che sia realmente accaduto, vorrei pensare: “era solo un film” ma non è così perchè queste cose sono successe davvero ed è terribile!Noi non possiamo fare altro che ricordare le vittime di questa follia e cercare di fare in modo che non succeda più nulla del genere!
Elisa Serra